Il rinnovamento della classe politica, la moralizzazione della politica e della pubblica amministrazione e la riduzione dei costi della politica e dei suoi apparati;

Taglio degli stipendi dei Parlamentari, riduzione dei costi della politica, restituzione dei bonus, repulsione per le macchine blu; 

Sono questi solo alcuni degli slogan “preferiti” e “perfetti” per chi vuole solo comprare consensi dalla popolazione. 

Ma quanto c’è di vero in questi slogan? Come si possono veramente abbattere gli sprechi? 

Il 20 e il 21 settembre ci sarà il referendum per il taglio dei parlamentari. Se vincesse il SI, il risparmio sarà di circa 60 milioni.

Con questo intervento si interviene istituzionalmente abbattendo solo qualche volumetria, come se facendo solo qualche ritocchino, la struttura dell’edificio torna ad essere efficiente e “leggera”. 

Si deve iniziare da qualche parte, ed è giusto che i politici di oggi inizino proprio a dare l’esempio, ma siamo davvero coscienti che questo taglio da solo cambi i costi della politica in maniera decisa?

Un intervento vero, di miglioramento è necessario e dovuto. Si può e si deve pensare alla riduzione del numero dei parlamentari, ma all’interno di un disegno preciso e di senso compiuto. 

Oggi i numeri recitano che l’Italia è al 23° posto, con un parlamentare ogni quasi 63mila abitanti. Fra i paesi più popolosi in UE, quindi, siamo quelli con il rapporto più elevato (Germania 1 ogni 105.000; Spagna 1 ogni 75.000 e Francia 1 ogni 70.000).

Tutto il nostro ordinamento giuridico si incentra sul principio di legalità: sub lege libertas. Il vero problema è garantire l’efficienza delle Camere, migliorare i meccanismi democratici.

La politica con la P maiuscola non dovrebbe semplicemente accontentare con piccoli provvedimenti di facciata la rabbia degli italiani, ma deve dare risposte serie a problemi importanti. 

La vera riduzione dei costi della politica passa dalla riorganizzazione completa del sistema politica: riforma elettorale, revisione degli stipendi e dei vitalizi dei politici (diarie di soggiorno e rimborsi spese), previsione di meccanismi di controllo delle spese dei partiti.

Sud per l’Italia mette al centro del suo progetto un Parlamento nuovo, efficiente, trasparente, equilibrato e rappresentativo. 

La riduzione dei parlamentari deve essere accompagnata da una generale riforma del sistema politico e dei partiti salvo trasformarsi nell’ennesima trovata pubblicitaria dei politici di oggi (antipolitici di ieri), troppo interessati a spostare l’attenzione dei cittadini dai problemi reali del Paese.

La vera lotta agli sprechi della casta si fa colpendo il fenomeno corruttivo.

È l’Italia il Paese con il più alto livello di corruzione in Europa. Almeno in termini assoluti e non in percentuale al Pil. Ogni anno perdiamo infatti 236,8 miliardi di ricchezza, circa il 13 per cento del prodotto interno lordo, pari a 3.903 euro per abitante.

Insomma, un risparmio e una politica più leggera ed efficiente.

 

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Editore: MC

#sudperlitalia

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