L’Italia, per la posizione geografica, si trova in mezzo il mar Mediterraneo. Quel mare che nei secoli di storia ha visto vari scenari: la Magna Grecia, l’Impero Romano, l’Egitto e la sua cultura. Oggi il Mediterraneo vede flussi migratori di persone che cercano e sperano di trovare fortuna in terre dove forse un minimo di speranza c’è. La globalizzazione ha portato ad una cultura più aperta soprattutto nei confini sia fisici che di pensiero ed il tutto è molto bello… in teoria….

In pratica tutto questo ha fatto anche in modo che il Mediterraneo negli ultimi anni ha accolto molte, troppe, vite spezzate per l’avidità di troppi soggetti.

Oggi il Sindaco di Lampedusa, vedendo la sua isola ormai piena di migranti e vedendo soprattutto il menefreghismo del Governo Nazionale, annuncia che dichiarerà lo stato di emergenza. Questo perché una vera politica, ma più che politica è meglio definirlo un piano, una programmazione sulla questione migranti non c’è. Da premettere che l’uomo è tale e basta, non esistono differenze (punto cardinale del nostro Manifesto è la parità di trattamento e opportunità) e proprio su questo punto si sviscera tutta la questione.

La responsabilità dei migranti non deve essere solo nazionale ma soprattutto europea. L’Europa dovrebbe creare un piano attuale ed efficace sulla questione, non lasciare ad ogni Stato membro di muoversi come gli pare perché altrimenti si arriva al punto attuale.

Si dà la possibilità di guadagnare consensi con dichiarazioni e manifestazioni di pensiero che cavalcano il cattivo umore della gente, distogliendo l’attenzione dai veri problemi del paese. Lo stesso sindaco di Lampedusa, oggi si è lasciato andare anche a dichiarazioni a supporto delle sue intenzioni:

“E’ una situazione ingestibile. Se il governo non proclamerà lo Stato di emergenza per Lampedusa lo farò io. L’hotspot non può accogliere migranti, la responsabilità non può ricadere sui lampedusani. L’onorevole Salvini continua a comportarsi da mentitore seriale, sostenendo che quando lui era ministro ‘non c’erano più sbarchi’: nulla di più falso. Quando Salvini era ministro gli sbarchi a Lampedusa sono sempre proseguiti, basterebbe leggere i report del ministero degli Interni per verificare quello che sto affermando. Se Salvini fosse venuto a Lampedusa in quel periodo – aggiunge Martello – quando da sindaco ho più volte chiesto una interlocuzione istituzionale con il Ministero che allora guidava, senza mai avere risposta, avrebbe visto con i suoi occhi le imbarcazioni dei migranti entrare in porto. Forse allora non è venuto a Lampedusa proprio per questo motivo, per non dovere ammettere la realtà e continuare a negare l’evidenza. È venuto adesso per pura propaganda politica, comportandosi come un pericoloso ‘giullare di piazza’ che fomenta odio e rabbia”.

Ecco perché porre regole sull’immigrazione ma soprattutto sull’integrazione, sono punti del nostro manifesto che dà dignità agli italiani ma soprattutto all’uomo, ma ci poniamo come obiettivo anche una forte battaglia in Europa con proposte uniche e vere per tutti gli stati membri. La questione è delicata ma non si risolve fregandosene ma occupandosene. S.U.D. per l’Italia ha intenzione di inserire controlli nei paesi che affacciano nel mediterraneo così da controllare i flussi migratori dal principio, stringendo accordi commerciali e politici con questi paesi. Così facendo si riesce anche a controllare e reindirizzare i flussi migratori ai normali canali, sottraendo così risorse alle organizzazioni criminali o a quelle società che ne fanno di questo fenomeno un business.

 

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Editor: DB
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