Si può parlare di un nuovo scandalo della politica italiana? Tutto si può riassumere in tre righe:

Cinque parlamentari richiedono il bonus da 600€ destinato alle partite iva in difficoltà, ma che nel concreto non è stato accessibile a tutti. “Solo” tre dei cinque parlamentari ne hanno beneficiato; gli altri due sono stati respinti.

Ai parlamentari, si aggiungono altri 2.000 tra consiglieri, assessori e sindaci tra regioni e comuni ad aver fatto richiesta e ad aver percepito il bonus.

In questi giorni tra TG, giornali e internet, troviamo una parola che accomuna tutti i politici da destra a sinistra: SCANDALO. Si lanciano poi in slogan come: Vogliamo i nomi, dimissioni, restituite i soldi, istituire commissioni d’indagine.

Noi di S.U.D. per L’Italia non ci associamo a questa propaganda politica, sono tutti buonisti nel cercare con le parole colpevoli e colpe. I veri colpevoli sono i politici tutti, noi prima di gridare allo scandalo (giustificato), Vi spieghiamo cos’è successo e perché.

Tutto nasce dai decreti Cura Italia e Rilancio.

  1. L’indennità che era prevista negli articoli 27 e 28 del decreto non avevano particolari caratteristiche o vincoli di accesso, e quindi non vi era nessun contestuale vincolo reddituale.
  2. Le risorse stanziate erano assolutamente insufficienti a coprire tutta la platea dei lavoratori autonomi e parasubordinati.
  3. Si è dato la possibilità di accesso a questi fondi emergenziali a chi guadagnava 100.000 € e oltre, o chi ne guadagnava 15.000 €

Al sud si è assistito a file chilometriche fuori le Caritas per un piatto caldo, e al nord abbiamo assistito a file chilometriche di camion militari che trasportavano i nostri fratelli defunti.

Il problema e lo scandalo quindi dove sono?

  1. Non si può creare un decreto che renda uguali autonomi che guadagnano 15.000 € a chi ne guadagno 100.000 €. Il decreto quindi è scritto male.
  2. Bisognava inserire paletti anche sulle professioni. I politici di qualsiasi grado e livello non dovevano accedere neanche alla richiesta. Anche quelli locali che si lamentano dei soli gettoni di presenza, hanno avuto durante il periodo di lockdown entrate che altri lavoratori non hanno avuto o che hanno visto ridotte per le casse integrazioni (quando arrivavano)
  3. Gli stessi politici dovevano farne una questione morale, ma invece la solita ideologia della “politica del mangiare” ha vinto nuovamente.

Ora di questi slogan cosa ne dovremmo fare? Tutte queste scene teatrali di indignazione, di caccia alle streghe e di moduli alle INPS per togliere il veto della PRIVACY a cosa servono?

Per caso restituiscono soldi a noi contribuenti o alle persone bisognose che addirittura hanno visto negato il bonus?

I problemi della politica italiana sono radicati. Essere politici vuol dire dare l’esempio ed essere una guida per la popolazione, a qualsiasi livello.

Non servono gli slogan di restituzione degli stipendi, di beneficenza dopo aver ricevuto i “famosi” 600€ e così via. Ecco perché noi di S.U.D. per l’Italia, come abbiamo già avuto modo di dire in scorsi post, e come presenteremo nel nostro programma politico prossimamente, pensiamo che essere politici deve essere in primis un onore, quindi piccole anticipazioni:

  1. Se sei politico non puoi accedere a bonus dei cittadini
  2. Se sei politico parlamentare non devi guadagnare dai € 15.000 a salire, per poi fare le restituzioni (per chi le fa). Tetto massimo da inserire per legge compresi dei vari benefit (che fanno anche raddoppiare gli stipendi).
  3. Se sei politico devi pensare in primis al bene della comunità, interessi privati e azioni che ledano i cittadini devono essere puniti con la radiazione a qualsiasi carica pubblica.
  4. Se sei politico la tua Privacy non deve esistere. Tutto dovrà essere accessibile ai datori di lavori, cioè i cittadini. Basta hashtag e propagande social.
  5. Per diventare un politico, la fedina penale deve essere limpida.
  6. Presenza obbligatoria, in caso di assenza documentare come un dipendente privato. Inoltre, dovendo essere un onore servire il paese, in caso di assenza non si percepisce compenso per la giornata lavorativa. Ancora per politici del territorio e/o regionali, impossibilità di delega.

Ora attenzione a tutte questi bombardamenti che arrivano dall’informazione, che tra un po’ c’è un referendum costituzionale, che insieme analizzeremo per dare la nostra visione e far emergere le ragioni del SI e del NO.

Inoltre, ricordiamoci che i nostri politici molte volte attuano cose più gravi, ma senza fare troppo rumore.

Voi cosa ne pensate? Diteci la vostra e condividete il post

 

Editor: DC

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