Il M5S dopo la tornata elettorale sta vivendo un momento molto particolare. Attacchi interni, disaccordi tra le parti, il premier Conte che boccia alcuni cavalli di battaglia, piattaforma Rousseau (tanta proclamata negli anni) che si ridimensiona per mancanza di fondi. Ma proviamo ad andare con ordine.

L’ex deputato pentastellato Di Battista, durante ‘Accordi&Disaccordi’, il talk show politico condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi, racconta per la prima volta un episodio sulla formazione del governo con il PD. Di Maio, chiese a Di Battista di entrare nella squadra di governo. Quest’ultimo si rese disponibile nonostante delle perplessità personali. Il tutto non si concretizzò quando il PD mise il veto, poiché doveva essere riconosciuta una “poltrona” anche alla Boschi.

Durante il programma, escono fuori altre interessanti dichiarazioni sul futuro del movimento. Di Battista insiste nel voler degli Stati Generali, e che se da essi uscisse una linea maggioritaria diversa dalle sue idee, accetterebbe ma prenderebbe altre strade politiche. La spaccatura oggi sembra evidente e forse anche inevitabile visto che l’ala del M5S di Di Battista è favorevole al proseguimento dell’esperienza di governo fino alla scadenza naturale, ma è contraria all’alleanza strutturale ed organica con il PD (nonostante gli iscritti al movimento e i vertici vanno per la strada opposta).

Di Maio, dal canto suo, esorta a guardare avanti mentre Rousseau riduce i servizi fino a dicembre. Mancano le entrate poiché i parlamentari M5S non pagano.

“Con enorme dispiacere siamo costretti a comunicare che, alla luce dell’attuale situazione economico-finanziaria aggiornata a seguito dell’ultima tranche di versamenti in scadenza nella giornata del 30 settembre, siamo costretti a procedere alla sospensione di alcuni servizi e all’annullamento di attività e/o iniziative programmate per il trimestre ottobre – dicembre 2020. In assenza delle entrate previste non risultano ovviamente più sostenibili le spese necessarie per supportare specifici servizi che devono essere quindi ridotti, sospesi o slittati nel tempo. Continuiamo ad augurarci che nel rispetto di tutti gli eletti che onorano gli impegni e anche degli iscritti, chi ha la responsabilità di far rispettare le regole la eserciti con giustizia ed equità”.

Questo è uno stralcio dell’e-mail che gli iscritti alla piattaforma Rousseau, si sono visti recapitare nei giorni scorsi.

Ricordiamo che il meccanismo ultimo (negli anni ci sono stati diversi metodi) di sostentamento della piattaforma, avviene verso il riconoscimento di un contributo di 300€ dei parlamentari del M5S.

Ieri nel giorno dell’anniversario del movimento, Casaleggio (figlio del fondatore insieme a Grillo del movimento, e presidente della piattaforma Rousseau) sul blog delle stelle dichiara che qualora il M5S si trasformasse in un partito (non lo è già? N.d.R.), il suo supporto non potrà più essere garantito.

A questo lungo articolo sul blog, scattano diverse polemiche, con il comitato che prende le distanze, Grillo che richiama all’unità insieme a Di Maio, e un Fico che si lascia andare in una dichiarazione nostalgica: “Il M5S non potrà più essere quello delle origini”.

Inoltre, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte facendo il punto sul Recovery Fund boccia quota 100 e reddito di cittadinanza. Cavalli di battaglia del movimento.

Vediamo quindi come il M5S sia in un periodo di profonda crisi, rottura con uno dei principali artefici del Movimento come Di Battista, consensi al minimo alle regionali, bocciatura su riforme da parte del premier, mancati versamenti e fondi per la piattaforma Rousseau, con tutto questo, cosa resterà del M5S che tanto aveva fatto “sognare” gran parte degli italiani? Una domanda inoltre sorge spontanea, ma siamo sempre sicuri delle restituzioni avvengano puntuali? Beh se andiamo sul sito tirendiconto.it ci rendiamo conto che molti componenti del m5s non sono in regola, poiché lo stesso recita: “PER ESSERE IN REGOLA I PORTAVOCE DEVONO AVER COMPLETATO LE RENDICONTAZIONI FINO AL MESE DI LUGLIO 2020.” Più che le restituzioni, esortiamo i parlamentari ad usare un nostro cavallo di battaglia. RIDIMENSIONAMENTO DEGLI STIPENDI. Basta ridimensionare e nessuno deve fare restituzioni (per chi le fa).

Voi cosa ne pensate? Diteci la vostra e condividete il post

 

Editor: LZ

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