In questi giorni di campagna elettorale e di votazioni, è passato un po’ in sordina il documento emanato dal governo sulle linee guida del Recovery Fund.

Un piano di 40 pagine denominato #nextgenerationitalia. In questo momento di crisi, ci ritroviamo quindi con un nuovo documento in pdf, dopo il piano Colao, che probabilmente resterà dimenticato.

Questo documento è stato diviso in sei missioni e in sei aree tematiche su cui il governo intende investire i 200 miliardi del Recovery Fund.

Le linee guida prevedono interventi nel campo della digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, rivoluzione verde e transizione ecologia, infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere e territoriale; salute.

I criteri poi di selezione dei progetti sono guidati dalle politiche e le riforme di supporto, che colpiscono dalla Pubblica amministrazione alla ricerca al Fisco, Giustizia e Lavoro.

Sulle linee guida del fisco, troviamo questo stralcio:

Le linee guida prevedono una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta, finalizzata a disegnare un fisco equo semplice e trasparente per i cittadini, che «riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale». Il capitolo «riforma del Fisco» prevede di trasferire l’onere «dalle persone alle cose» e un‘ «alleggerimento della pressione fiscale unitamente ad un sistema impositivo favorevole alla crescita». «Il governo – viene inoltre spiegato – ha deciso di disattivare anche tutti gli aumenti di Iva e accise previsti dalle clausole di salvaguardia».

Tutto molto interessate, tranne che per due passaggi fondamentali.

Il primo passaggio che strida con i veri bisogni del paese è la questione meridione. In un documento complesso e articolato da 40 pagine (da noi letto), la parola SUD (o sinonimi) compare solo 8 volte, ed inoltre non compare con un piano, ma con le solite frasi fatte di rilancio sparse nel documento. Si intuisce quindi che i soldi del Recovery Fund al meridione saranno investiti nelle minime parti, o meglio, non più del dovuto e imposto dalle regole europee.

Il secondo passaggio che va in collisione con la realtà è la questione fisco. Abbiamo visto che il governo ne parla a più riprese, ed è giusto che sia così (ne abbiamo parlato anche in altri nostri articoli, che la popolazione italiana è tartassata dal fisco), ma il giorno dopo la presentazione del progetto #nextgenerationitalia, il commissario UE agli affari economici Paolo Gentiloni dichiara: “Non usare il Recovery Fund per tagliare le tasse”. Beh, ottimo. Abbiamo stilato un piano, istituito commissioni per poi non seguire le regole del gioco.

L’auspicio di S.U.D. per l’Italia, è che il governo riesca a trovare la quadra ed intervenire sul fisco realmente come descritto in questo piano, e che soprattutto possa rivedere il piano inserendo il meridione al centro del rilancio.

 

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Editor: LF

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