Il Consiglio dei ministri approva una nuova richiesta di scostamento di bilancio da 25 miliardi di euro da recapitare al Parlamento, e che dovrà essere votata il prossimo 29 luglio. La terza da quando è iniziata la pandemia di coronavirus, dopo i 20 miliardi del dl Cura Italia e i 55 miliardi del decreto Rilancio.

Questo deficit aggiuntivo numero tre, dal valore di circa 25 miliardi, servirà per finanziare la manovrina estiva, 100 miliardi che porteranno il livello dell’indebitamento netto all’11,9%, mentre il debito salirà al 157,6% del PIL.

Prima di riportare la consistenza di questa manovra però, è doveroso fare delle riflessioni.

È chiara la difficoltà e la giusta necessità che queste risorse siano state dedicata al lavoro, sanità e affini, ma sicuramente potevano essere investite meglio, in quanto il Sud non ha ricevuto benefit da queste manovre. Inoltre ci poniamo delle domande, perché lo stato continua a finanziare interventi in deficit? Perché non si comporta come una famiglia in difficoltà stringendo la cinghia? Spieghiamo meglio questa domanda.

È palese che, quando una famiglia o un cittadino va in difficoltà economica, lo stesso si mette ad analizzare le sue entrate e uscite, pianificando TAGLI alle spese extra e/o sacrificabili. Perché il governo e i nostri politici non si sono seduti ad un tavolo per effettuare questa analisi? In questi mesi di pandemia migliaia di persone hanno perso il posto di lavoro, e tanti altri sono stati, stanno e staranno in cassa integrazione, vedendo i loro bilanci familiari intaccati, perché i politici (sia di maggioranza che di opposizione) non hanno fatto anche loro una stretta sui loro stipendi/benefit o spese che lo stato potrebbe tagliare? I sacrifici devono essere fatti sempre da noi cittadini.

Le manovre in deficit, dovranno essere recuperata dalla popolazione di oggi e quella futura, poiché dai debiti si rientra.

La crescita avviene solo con investimenti, mentre questi 100 miliardi oggi hanno più l’aspetto di essere dei “sussidi” o interventi “assistenziali”. Bisogna assolutamente intervenire con riforme ad ampio raggio, creando una revisione del sistema politico/economico attuale, inserendo progetti di rilancio consistenti, utilizzando il meridione come trampolino di rilancio. Molti politici, vedi il ministro Provenzano in questi giorni a Brindisi, parlano sempre della centralità del sud, ma poi? Nella realtà il tutto non è mai riscontrato. Noi di S.U.D. per l’Italia in questi giorni abbiamo già fatto presente alcune nostre idee di intervento, che saranno integrate con la presentazione del nostro programma politico. Ma ora torniamo alla manovra, queste risorse serviranno per prorogare la cassa integrazione, misura su cui sono previste anche alcune novità, sostenere le imprese e far ripartire la scuola.

PROROGA CASSA INTEGRAZIONE

La Cassa integrazione dovrebbe essere prorogata di altre 18 settimane, ma potranno accedere solo le aziende colpite dalla crisi post-Covid, quelle cioè che hanno registrato un calo del fatturato del 20%. Ci saranno poi anche incentivi per gli imprenditori che richiamano i lavoratori: chi rinuncerà alla Cig potrà contare su una de-contribuzione del 100% per alcuni mesi. Non sarebbe meglio da subito intervenire con tagli di IRPEF e IRAP?

PROROGA BLOCCO LICENZIAMENTI

Un’altra misura prevista che riguarda il lavoro dovrebbe essere la proroga del blocco licenziamenti, attualmente in scadenza. Il piano è estendere il blocco fino alla fine dell’anno, ma anche in questo caso solo per le aziende colpite dalla crisi.

Inoltre con i dati forniti dall’Inps risulta il crollo delle assunzioni nel settore privato con una diminuzione nei primi 4 mesi del 2020 di 1 milione e 493 mila unità (-39% del 2019), con un (- 83%) nel mese di aprile e (- 45%) nel mese di marzo. Mentre per i licenziamenti e cessazioni dei rapporti di lavoro nello stesso arco di tempo se ne contano quasi 2 milioni: 1,7 circa. Siamo sicuri che il solo blocco aiuterà i cittadini italiani? Sarebbe stato più utile affiancare una assenza di tasse sulle spese aziendali, nel mantenere il proprio organico intatto.

SCUOLA

Di questi 25 miliardi, 1,3 sono destinati alla scuola per garantire a tutti il ritorno in classe in sicurezza.

TURISMO E AUTO

In questa manovra sono destinati fondi sicuramente al settore del turismo e dell’automotive, due tra i settori più colpiti dalla crisi anche se sono ancora in fase di definizione.

TASSE

Novità anche per la questione tasse per le imprese, che dovrebbero avere una rateizzazione più lunga, in cui parte dei pagamenti potrebbero slittare al 2021.

Con questa nuova manovra l’Italia deve ripartire, e farlo con forza cercando soprattutto di far ripartire i settori più in crisi e cercando di aiutare gli imprenditori abbassando e rateizzando le tasse, favorendo nuove assunzioni con sgravi fiscali. Altro punto delicato è quello che riguarda la scuola nella speranza che da settembre si riparta a pieno ritmo e in sicurezza perché i giovani di oggi sono il futuro del domani.

Con le tre manovre e l’aiuto del recovery fund (anche se ancora indefinito il tempo in cui si riceveranno i fondi), l’Italia deve cercare sempre di più di rinnovarsi come Paese e di ripartire dal Sud che ha un grande potenziale inespresso che merita di esplodere, e che potrebbe portare un’enorme numero di posti di lavoro di cui l’Italia oggi ha un’enorme bisogno.

 

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Editor: LZ

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