I Social e i mass media sono scatenati. Le dichiarazioni dei titolari delle discoteche hanno avuto grande risalto e generato non poche polemiche. Domenica 16 agosto è arrivata la tanto attesa ordinanza del Ministero della salute che ha decretato la chiusura delle discoteche. Troppo difficile, infatti, garantire il distanziamento e troppo elevato il rischio contagi in aree chiuse ed affollate. Come è ben visibile dai bollettini giornalieri, il numero di contagi in Italia sta subendo una vertiginosa crescita. Tanti dicono: Si ma sono asintomatici. Molto bene, ma ricordiamo a tutti che asintomatici, non vuol dire sani, vuol dire portatori di virus. Gli asintomatici hanno un sistema immunitario che gli ha permesso di non ammalarsi e sviluppare sintomi, ma allo stesso tempo però, possono infettare tranquillamente chi gli sta intorno. Nelle discoteche o i locali dove ci si lascia andare alla movida, come è stato possibile vedere da tante foto in giro per il WEB, il distanziamento sociale e l’uso delle precauzioni, è pura utopia. Il giorno successivo all’ordinanza, l’associazione dei gestori dei locali aveva presentato ricorso urgente al TAR. Il tribunale amministrativo ha respinto la sospensione cautelare del provvedimento. Secondo i giudici, l’interesse pubblico di tutela della salute è prevalente rispetto alle esigenze degli imprenditori del settore. Immediata la replica dei gestori delle discoteche che hanno lamentato quattro miliardi di perdite per il settore e chiedono aiuti pubblici. I 4 miliardi di perdite dichiarati dai gestori sono stati la miccia che ha innescato le polemiche. Il ragionamento più comune ha messo in relazione l’ipotetico fatturato di 4 miliardi e l’utile dichiarato di 16 milioni. In generale, c’è molta confusione sui numeri che circolano nelle ultime ore, data anche dal fatto che si basano – come denunciato da entrambe le parti nel dibattito – solo su quanto sa il fisco, mentre rimane escluso tutta la parte legata all’illegalità e il sommerso. Ma la questione non si limita solo alle discoteche o i locali notturni. Notizia di poche ore fa, che l’INPS ha inserito in una blacklist 3mila aziende che sono sospettate di frode utilizzando la cassa Covid. Un fenomeno che colpisce tutto lo stivale, mettendo però in testa la regione Sicilia con 465 aziende La situazione è complicata per tutti, sia a livello della salute (mentale e fisica), sia a livello lavorativo. Questi comportamenti di denuncia, istigazione al negazionismo o di tentata frode, non fanno altro che causare tantissimi altri problemi ad un paese che sta vivendo un momento particolare. I grandi problemi italiani non sono solo politici, ma come abbiamo già avuto modo di affrontare, sono dovuti anche alla grande evasione fiscale che oggi è presente. Questi due esempi ne sono la prova.

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Editor: SB
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