Ieri si sono chiusi gli stati generali a Villa Pamphili. In questi giorni si sono susseguiti incontri con diverse delegazioni e molte figure politiche italiane e non. Cosa ne è uscito fuori? Un nuovo programma di 9 punti e 137 progetti. Punti che sono sicuramente condivisibili e molti in linea con le esigenze del paese, ma allo stesso tempo ci si ritrova, dopo il piano Colao, nuove proposte che verranno messe in coda e che probabilmente non vedranno mai la luce. Il punto che sta facendo più discutere è il taglio dell’IVA. Concetto sicuramente condivisibile e da fare, ma non ora. Il taglio di 1 o 2 punti dell’IVA non fa ripartire l’economia, è una misura dagli scarsi effetti ma con alti costi, anche perché l’Italia ha 3 scaglioni di IVA (4-10-22%). Oggi ci troviamo con i lavoratori in cassa integrazione, con i negozi che probabilmente nonostante la riapertura non riescono a mantenere il bilancio della giornata in attivo, prenotazioni alberghiere a picco, ristoranti e pizzerie che non hanno gli stessi introiti del passato. Serve un grande coraggio oggi, e si ha lo spazio per un solo grande intervento fiscale. Questo governo deve avere il coraggio oggi di intervenire sui lavoratori e sulle aziende. Serve il taglio e una riforma incisiva dell’IRPEF. Solo così si mettono veramente in tasca più soldi ai cittadini, e solo così i consumi avranno un’accelerata.

 

Editor: LS
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