Luca Palamara, ex p.m. di Roma ed ex presidente dell’ANM, è da mesi al centro del dibattito politico e giudiziario per l’ennesima storia triste di intrecci di potere, di corruzione e malaffare, di gestione della cosa pubblica per fini privati.

Nell’ottobre del 2018 Palamara viene indagato dalla Procura di Perugia con l’accusa di corruzione: avrebbe ricevuto 40 mila € per pilotare la nomina nella procura di Gela. Il lavoro dell’accusa si allarga a macchia d’olio fino a coinvolgere politici e funzionari.
Scoppia un caso politico per il coinvolgimento dell’ex ministro dello Sport Luca Lotti e giudiziario per le intercettazioni che mettono in evidenza tutte le depravazioni del correntismo in magistratura.
Palamara si difende definendosi corresponsabile di un sistema malato e il clamore mediatico rende necessario l’intervento del Presidente della Repubblica che richiama alla necessità di non indebolire la magistratura e a intervenire per riformare il sistema.

Al netto della vicenda politica e giudiziaria, solo in breve richiamata e nella quale non vogliamo entrare, perché tanto si è scritto, SUD per l’Italia vuole offrire un punto di vista diverso.

Il caso Palamara è solo l’ultimo (o forse già il penultimo) del malaffare italico, storia di intrecci tra poteri istituzionali e poteri occulti, quello che ci colpisce però è il ripetersi dei soliti schemi:
• il caos mediatico di tensione crescente che si trasforma rapidamente in un giudizio sommario e approssimativo con l’individuazione di un capro espiatorio;
• la bolla informativa, che si gonfia in breve tempo e allo stesso modo lascia spazio all’ultimo scoop;
• la macchina del fango dei colpevoli che tentano di discolparsi gettando ombre su tutto e tutti, così indebolendo i poteri istituzionali;
• la corsa dei politici di ogni partito ad aumentare i sospetti e a gridare slogan tanto semplicistici quanto accattivanti;
• l’effetto sdegno dei cittadini che si sentono sempre più lontani dal potere pubblico;
• l’aggravarsi di logiche complottiste e lo scollegamento tra la base e i palazzi del potere
• tutto questo clamore porta al TUTTO CAMBIA PER RESTARE IMMUTATO.
Nessuno paga veramente e le riforme restano sulla carta, mentre i poteri perversi cambiano nome ma non la sostanza.

SUD per l’Italia è in prima linea per mostrare una alternativa seria: DI METODO.

Ecco perché chiediamo che i processi siano svolti nelle aule giudiziarie e non sui giornali, il mondo della politica deve approcciare con equilibrio e serietà ai problemi che questi casi di cronaca mostrano, offrendo soluzioni e non slogan.

Oggi si rende necessaria la riforma della giustizia e il primo passo è sempre di metodo:garantire trasparenza, merito e uniformità.

Per la carriera delle toghe, la nostra proposta è superare i correntismi (non le correnti) indicando chiaramente una griglia di valutazione con coefficienti oggettivi per valutare l’operato dei magistrati.

Attorno alla trasparenza, alla chiarezza, alla legalità si può ricostruire il nostro Paese, adottando un modo di fare politica attento al dialogo, all’analisi e alla critica costruttiva.
Noi SUD per l’Italia siamo pronti a metterci in gioco per portare una nuova prospettiva: UNITI PER I DIRITTI DI TUTTI.

 

Editor: MC
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#sudperlitalia
#SosteniamoUnitiDiritti

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