Le porte delle scuole italiane hanno riaperto per i collegi dei docenti, le ultime sistemazioni delle aule, il recupero degli apprendimenti di oltre 500 mila tra studentesse e studenti, alcuni con lezioni a distanza, altri in presenza. La scuola, insomma, si prepara a ripartire dopo aver incassato sia il via libera della Conferenza Unificata al protocollo per la gestione di possibili casi di Covid nelle scuole, e sia l’intesa sui trasporti essenziali per potare i ragazzi negli istituti. Molte ombre però rimangono sulla presenza del personale, soprattutto dei docenti ma anche dei collaboratori scolastici: l’incremento dei contagi delle ultime settimane, infatti, sta destando allarme nel corpo docente, soprattutto quello più avanti con l’età – nella scuola la percentuale di over 55 è del 40-45% e gli ultra 60enni sono 171 mila.

C’è un certo “timore” sul ritorno a scuola, “ma è motivato dall’incertezza delle comunicazioni: mascherina sì o no, fragili sì o no.

Tutto questo accentua le preoccupazioni di chi si sente minacciato dal punto di vista della salute. In questi giorni, gran parte dei docenti si incontra da remoto, ma le questioni esploderanno al momento di rientrare in servizio poiché mancano certezze.

Il mondo della scuola è in attesa di una circolare che detta le norme per chiedere gli esoneri. Il lavoratore fragile può lavorare a distanza? Può lavorare con un gruppo ristretto di ragazzi? Può essere sostituito con un supplente? Attinge alla malattia o viene considerato come fosse in ricovero?

Queste sono alcune delle tante domande che si pongono i dirigenti scolastici. Al tempo stesso il rinvio del concorso straordinario (previsto in autunno) e di quello ordinario (la cui data non è stata ancora ipotizzata), causano buchi negli organici. Secondo i sindacati mancano oltre 50 mila professori di ruolo, mentre oltre 10mila docenti che hanno ricevuto una formazione specifica per il sostegno avrebbero potuto già essere assunti. Anche la call veloce, le domande possono essere presentate fino a domani, potrebbe non risolvere i problemi. La chiamata veloce non andrà a incidere sul precariato che resta dramma.

Intanto è partita la formazione dell’Istituto superiore di sanità e del ministero dell’Istruzione per il responsabile Covid nelle scuole. Due i corsi, a distanza e organizzati su piattaforma in grado di ospitare fino a 70mila corsisti tra insegnanti, personale scolastico e professionisti sanitari per monitorare e gestire possibili casi di Covid-19 e focolai negli istituti scolastici.

Quello che la scuola sta per vivere è un inizio davvero particolare, sono stati da mesi difficili in cui la comunità scolastica ha dovuto reagire ad una pandemia che ha colto il mondo di sorpresa, travolgendolo. Si confida in un inizio d’anno quantomeno sereno e più consapevole.

 

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Editor: CC

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